Tecniche di spindoctoring nei rapporti con i media.

Nella comunicazione politica sono molte le tecniche utilizzate nell’attività di spin finalizzate alla gestione attiva dell’informazione. Ogni spindoctor ha la propria scatola degli attrezzi e le proprie preferenze, tuttavia alcune di queste tecniche sono utilizzate con maggior frequenza. Naturalmente la scelta tra una gestione della notizia sostanzialmente correttezza e una gestione più spregiudicata è soggettiva ma conoscere le principali tecniche per chi fa comunicazione politica è di fondamentale importanza, in particolare per riconoscere e disinnescare azioni a nostro danno create ad arte. 

Di seguito riporto una selezione delle principali tecniche.

Indiscrezione: si tratta di fuoriuscite di informazioni strategiche offerte dai politici o dai loro staff ai giornalisti, generalmente in cambio di nessun controllo della notizia. In altre parole, si ottiene l’indiscrezione solo se prometti di non cercare commenti dalla parte opposta. 

Il blocco o quarantena: punire i giornalisti per i articoli negativi. Questa azione ha differenti modulazioni. Dalla punizione temporanea attuata nei confronti di una specifico giornalista, alla messa in quarantena o esclusione sine die di una testata.

Nella sala stampa più famosa e calda del mondo, quella della Casa Bianca, si attuano apertamente azioni ai danni di corrispondenti poco graditi dallo staff presidenziale.

Si va dallo spostamento o privazione del posto a sedere, con conseguente esclusione dai brefing quotidiani tenuti dal portavoce, alla preclusione di informazioni importanti sino addirittura alla diffusione di indiscrezioni false. A tal riguardo va detto che anche giornalisti e testate non vanno tanto per il sottile, specialmente quando sentono odore di scandali, veri o confezionati.

Lo spray: una forma di pressione energica, questo è un altro modo di punire i giornalisti per una copertura negativa. Molti giornalisti politici che presentano una storia sfavorevole possono aspettarsi una dura reazione al telefono dopo che è stato pubblicato l’articolo, oppure una telefonata certamente scomoda e sgradevole al proprio direttore. 

La flebo: l’atto di alimentare i giornalisti favoriti con una flebo di informazioni esclusive. Se da un lato infatti si usa il bastone, dall’altro è sempre disponibile la carota.

Questa tecnica si utilizza per consolidare rapporti con giornalisti il cui operato viene giudicato corretto, oppure per riparare a qualche figuraccia o mancanza. Spesso è utilizzata per governare per un breve periodo l’agenda delle notizie di una determinata testata, nel tentativo di dare massima esposizione ad un argomento.

Restare sul messaggio: l’obiettivo di ogni apparizione pubblica o intervista di un politico. Di per sé, non è una tattica maligna, ma la ripetizione costante degli stessi messaggi senza rispondere alle domande può essere una forma di offuscamento.

Si utilizza per imporre un tema nel dibattito politico oppure per permettere ad un messaggio che si ritiene strategico per la campagna di emergere, ma anche per legare al candidato un argomento andando così a rafforzare e definire meglio la sua identità, il suo personal brand.

Se il candidato per una settimana dirà sempre la stessa cosa ogni spazio a lui dedicato statisticamente riporterà quel tema, riuscendo così ad emergere dal caotico flusso di dichiarazioni che inevitabilmente si sviluppa nel corso di una campagna generalmente affollata di candidati.

Porta girevole: consiste nello spostamento da una domanda o un problema difficile a quello di cui si vuole parlare. Tecnica da manipolare con grande attenzione diversamente l’effetto sarà quello dare l’idea che si vuole sfuggire alle domande scomode.

Effetto nausea: l’idea è che se ripeti qualcosa così spesso da aver voglia di vomitare, allora è probabile che il messaggio stia iniziando ad attecchire nel pubblico. Una declinazione della tecnica “Restare sul messaggio”, ma molto, molto più intensiva.

Fingiti morto: consiste nel non rispondere ad un’inchiesta portata avanti dai media o dare una risposta minima nel tentativo di uccidere, depotenziare, esaurire la spinta della storia.

La verità, ma non tutta la verità: questo si riferisce all’essere selettivi con ciò che si rivela o comunica, condividendo solo le informazioni più vantaggiose o meno dannose.

Tutto in uno: si tratta di una tattica che consiste nel rilasciare tutte le informazioni dannose in una volta sola, così la situazione negativa può essere affrontata e bruciata rapidamente, evitando di trascinarla per settimane. Una volta acquisite da parte della stampa tutte le notizie negative avremo un immediato picco di informazione spiacevole ma il tutto sarà concentrato e circoscritto in un lasso temporale minimo e presto la faccenda si farà meno interessante per i giornalisti e per il pubblico.

Il Giorno delle pulizie: una prassi abbastanza comune che consiste nella diffusione di notizie potenzialmente scomode mentre l’attenzione die media è tutta concentrata su altri temi o notizie più potenti e interessanti per il pubblico. In queste situazioni lo spazio che i media dedicheranno alle tue brutte notizie sarà sensibilmente ridotto e quindi anche la loro visibilità. Un altro contesto in cui questa tecnica di pulizia viene attuata è nei giorni o periodi dove l’attenzione del pubblico è scarsa, come ad esempio a ferragosto. a Natale, capodanno o in occasione di una finale di calcio.

Il rilancio: tecnica che prevede si togliere visibilità ad una notizia dannosa con una notizia più potente e interessante. Si tratta di una tecnica di offuscamento che si basa sulla necessità da parte dei media di dare notizie sempre più interessanti per fidelizzare il proprio publico.

I fuochi cinesi: allestire o mettere in scena un diversivo capace di provocare un grande rumore per distogliere l’attenzione da un’altra questione. 

Il giro dell’aquilone: significa testare presso un campione del tuo target un’idea prima di impegnarsi in un annuncio ufficiale.

Nutrire o affamare una storia: nutrire una storia significa tenerla in vita commentandola sui media. Affamare una storia significa toglierle ossigeno non commentandolo. La teoria è che dopo un po’ i media si annoieranno e andranno avanti.

Volare sotto il radar: dare una notizia senza attrarre troppa attenzione.

Bolla di fango: le vecchie dichiarazioni emergono improvvisamente, pubblicamente prima o durante un’elezione, l’obiettivo è indebolire la reputazione dell’avversario.

Fischietto del cane: consiste nell’utilizzo di un linguaggio e messaggi specifici per raggiungere e attivare una determinata area del pubblico.

Il cuneo: questa tattica consiste nel sollevare un problema o un tema che è popolare negli elettori e delicato per l’avversario specialmente se solleva contraddizioni all’interno della sua coalizione.

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