IL VIDEO NELLA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE: LA DIFFUSIONE

Terminato il video è il momento di alcune rifiniture come tagliare le parti morte all’inizio e alla fine del girato. Se puoi contare sulla collaborazione di un videomaker puoi far inserire ad esempio il testo del discorso in sovrimpressione, anche se questo in genere richiede alcune ore di lavoro. In linea di massima per conservare gli aspetti più importanti di questa modalità di comunicazione, dovresti tenere al minimo la post produzione.

Magari qualche aggiustatina sui colori, sul rumore di fondo, ma nulla che possa dare l’idea di un video troppo lavorato.Fatto questo è il momento di liberare il messaggio e spingere perché arrivi al maggior numero di cittadini. Pubblica il video su Facebook, con un titolo breve che faccia capire di cosa si parla. No giochi di parole, no frasi curiose o misteriose. Anche qui diretto e chiaro.

Per questo lo pubblicherai sui tuoi canali social, su quelli del tuo Comune e lo farai pubblicare sulle pagine di tutti gli assessori e dei consiglieri comunali di maggioranza. Per questo basterà creare un gruppo su whatsapp e pubblicare in chat il link del tuo post, chiedendo a tutti di commentare e condividere, subito. Subito perché l’algoritmo di Facebook ad esempio renderà più visibile il tuo post, proponendolo a molti più utenti, se registrerà un immediato e diffuso interesse per esso.

Poi naturalmente il link al post va inviato a tutti i giornalisti della carta stampata e online. Alle televisioni locali invece invia anche il file, se è pesante puoi spedirlo via wetransfer, facilitando così una ripresa nei notiziari.

Ora non ti resta che seguire l’andamento del tuo video e rispondere ad eventuali quesiti che vengono postati sotto di esso da parte dei cittadini. Una parte questa fondamentale perché il video è lo strumento attraverso il quale veicoli il messaggio con l’obiettivo di creare un rapporto con i cittadini.

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