IL VIDEO NELLA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE: CREARE UNO SFONDO EFFICACE

Una premessa.

Nell’epoca dei social media, e in particolare nel periodo Covid-19, il video è divenuto per politici e pubblici amministratori lo strumento principale di comunicazione sul web e rimarrà tale anche dopo questa emergenza.

Esistono infinite tecniche di realizzazione, dal più realista video-selfie al più raffinato video-clip. Le sfumature che stanno in mezzo sono davvero tante e ciascuno sceglie il proprio stile. Tuttavia, specialmente per chi ha un’immagine pubblica e intende lanciare messaggi efficaci, vi sono alcuni accorgimenti che è bene adottare, infondo parliamo di comunicazione e specialmente in un’arena spietata e virale come quella dei social è opportuno sparare bene i propri colpi, evitando figuracce e soprattutto di compromettere quello che magari è stato un buon lavoro di personal branding.

Ho notato che spesso i fattori scatenanti che spingono i sindaci a mettersi davanti ad una videocamera sono l’emulazione di qualche collega, che si ritiene abbia fatto un buon lavoro, oppure la fretta di stare sulla notizia e non perdere il momento. Entrambe le motivazioni possono essere valide ma sempre alla luce di una riflessione e comunque tenendo conto dei mezzi di cui si dispone. Conosco poche amministrazioni dotate di un apparato professionale per realizzare video di qualità ma anche in ristrettezze economiche è possibile attrezzarsi quel minimo per confezionare un video apprezzabile ed efficace in termini di comunicazione.

Infatti la produzione massiva e sempre più istantanea di contenuti per il web, e per i social in particolare, ha messo in secondo piano la qualità tecnica del video per dare più spazio al messaggio e alla tempestività con cui raggiunge i cittadini. Oggi un video “leccato” e “perfetto” stile spot Mulino Bianco, può andare bene se vendi biscotti ma non se sei un sindaco che lavora in prima linea. Un tocco di realismo, senza scivolare nel grottesco, è cosa buona e giusta, siamo sul piano della realtà e non del sogno, e la realtà è imperfetta. Quindi qualche imperfezione ci sta, anzi è doverosa per essere credibili e non apparire come degli attori navigati e in ultima analisi distaccati e finti.

Per questo sarà sufficiente un treppiede, uno smartphone di ultima generazione o se disponibile una fotocamera digitale con la capacità di fare video di qualità. Per l’audio sarà utile pensare ad un microfono esterno per ridurre subito eventuali rumori di fondo.Detto ciò veniamo ai piccoli accorgimenti che un sindaco può facilmente adottare nel momento in cui decide di parlare ai suoi cittadini ed elettori attraverso un video.

LO SFONDO PARLA DI TE

“Sto seduto alla scrivania o in piedi con dietro il gonfalone?”, “Cammino per strada e vado incontro alla camera o sto fermo e la camera gira attorno a me?”, “Primo piano, mezzo busto o figura intera? Ma poi mi si vede la pancia?”. Preoccupazioni giuste, ci mancherebbe, e arriveremo anche a questo. Ma prima di capire come metterci davanti alla videocamera dobbiamo capire quale scenario vogliamo dietro di noi. Amico sindaco, stiamo raccontando una storia e una storia ha sempre bisogno di un contesto.

Prima di tutto scegliamo un ambiente che crei familiarità, adatto a diventare un luogo originale, unico, di cui nessuno può appropriarsi, che definisca ciò che sei e il ruolo che ricopri. Sei un sindaco, prendi decisioni importanti ogni giorno e lo fai lavorando sodo non passeggiando sotto i portici o in piazza, anche ma non prioritariamente. Lavori nel tuo ufficio che è, a tutti gli effetti, il tuo studio ovale. Quindi prima di ogni altra location preoccupati di preparare uno sfondo intelligente proprio nel tuo ufficio.

Ci sono molti elementi simbolici che possono costituire e caratterizzare il tuo sfondo, che non è solo un elemento ornamentale ma anche la rappresentazione ideale e identitaria di valori, idee, passioni, principi, e via dicendo.

Se dietro di te c’è un muro bianco con un grande crocifisso direi che il messaggio è molto chiaro. Se oltre al crocifisso hai anche una bandiera tricolore, il messaggio si amplia. Se infine aggiungi una grande foto di tua moglie e dei tuoi figli ecco che hai lanciato un messaggio compiuto. Dio, Patria e Famiglia. Per un Sindaco che incarna politicamente questa visione è il fondale perfetto. Ma sappiamo che, in molti casi, l’identità politica è un tantino più articolata e complessa. Se riduci la grandezza del crocifisso e lo affianchi ad un ritratto di Garibaldi, abbini la bandiera italiana ad una dell’Europa, se dalla cornice della foto di famiglia pende orgogliosamente un foulard arcobaleno, ti stai dando un diverso posizionamento.

Gli elementi simbolici che lanciano messaggi indentitari possono essere infiniti, dai gagliardetti delle forze dell’ordine e dell’esercito alla foto del Presidente della Repubblica. Da un’immagine che ti ritrae mentre fai volontariato allo stemma della squadra di calcio della tua città. Oltre al muro naturalmente ci sono mobili, oggetti, finestre che aprono scorci, colori, forme, e così via. Tutto ciò compone uno sfondo che deve avere un suo equilibrio e una sua sobrietà. Scegli la tua combinazione di simboli, ricordando che non potrai riempire lo spazio dietro di te con un numero esagerato oggetti-messaggio, perché troppo in comunicazione equivale a nulla. Scegli con calcolo, equilibrio e parsimonia e avrai creato il tuo sfondo indentitario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *