Nove consigli per una comunicazione progressista più efficace.

Primo. Lucidità di analisi e giudizio.

Riconoscere i meriti e le scelte intelligenti della destra e avere la lucidità di capire e ammettere dove abbiamo toppato. Ammettiamolo, l’efficacia della comunicazione della destra e delle forze populiste non sta semplicemente nell’abilità di utilizzare social media, testate giornalistiche e fake news. 

La verità è che hanno saputo trattare i temi più sentiti dal popolo secondo la loro prospettiva e visione, inserendoli abilmente all’interno del loro sistema di valori e credenze. Hanno saputo generare frame (scopri cos’è un frame) coerenti con la loro visione del mondo.

Secondo. Dillo con le tue parole.

Se sei un progressista hai al tuo attivo un linguaggio ricco, coerente, immediatamente comprensibile dalla tua base e sufficientemente codificato per far arrivare il messaggio oltre la tua base. 

Evita di utilizzare il linguaggio del centro destra per replicare ai loro attacchi o contrastare le loro proposte. Quando affermi o neghi un concetto, le parole che utilizzi attivano inevitabilmente dei frame (schemi mentali), se usi il linguaggio del centro destra attivi i loro frame e fai loro un favore.

Terzo. Mille spiegazioni non valgono un frame.

Ricorda che gli elettori non votano necessariamente per interesse. Votano la persona nella quale si identificano maggiormente, della quale condividono valori e aspirazioni, se poi la scelta coincide con i propri interessi meglio ancora. 

La comunicazione progressista deve liberarsi dalla convinzione che spiegare le ragioni è sufficiente a determinare le scelte. Occorre che l’elettore percepisca prima di tutto una coerenza con la propria identità, e ciò è possibile parlando sempre dalla propria prospettiva morale che deriva da valori progressisti e che possono essere espressi con un linguaggio preciso. 

Il centro destra su queste dinamiche è molto più abile, al punto che spesso non perde neppure tempo sulle ragioni, si limita ad usare un linguaggio generico ma capace di attivare i frame identitari.

Quarto. Conosci il tuo avversario e non sottovalutarlo mai.

E’ necessario conoscere la visione del mondo che è alla base del pensiero conservatore per capirne le ragioni e l’efficacia. 

Liquidare il messaggio del centro destra come superficiale, populista, manipolatorio è sbagliato e controproducente. In realtà il centro destra sa bene cosa comunicare e come. 

Solo così la comunicazione progressista potrà sviluppare una risposta capace di cogliere la natura profonda del messaggio conservatore e volgerla a proprio favore.

Quinto. Sii strategico e gioca d’attacco.

La politica oggi è molto più veloce di un tempo, così come la comunicazione. Ho notato che per non perdere il contatto con i temi caldi i leader progressisti tendono a inseguire questi temi con dichiarazioni, iniziative e proposte che però nel loro complesso non disegnano una visione strategica. Preoccupati di inserire ogni tema nel tuo schema di valori e trattarlo con un linguaggio che sia coerente con la tua visione e identità. Questa frenesia di intervento inoltre aiuta a prendere facilmente dei granchi colossali, con la conseguente perdita di credibilità.

Il centrodestra in questa dinamica è molto più efficace. Non insegue i temi ma li pone e lo fa con un linguaggio coerente con i propri frame e i propri valori. 

Non che i conservatori non prendano granchi ma quando lo fanno, proprio perché hanno attivato puntualmente i propri frame, godono quasi sempre di immunità. Infatti il frame è uno schema mentale saldamente installato nella mente.

Tutto ciò che conferma quello schema viene assunto come vero, anche se è palesemente falso (fake news), mentre tutto ciò che mette in crisi lo schema viene immediatamente respinto come falso. 

Quindi se poni un tema nell’agenda politica e lo fai con un linguaggio capace di attivare i tuoi frame godi di un vantaggio enorme sull’avversario. Quindi usa i tuoi frame per imporre i temi e smetti di giocare di rimessa.

Sesto. Guarda lontano e racconta la tua storia.

Una narrazione non è fatta dalla concatenazione di eventi slegati gli uni dagli altri. E’ necessario che ciascuna proposta, anche di breve prospettiva, si concateni con le altre, che insieme costruiscano una narrazione coerente con il tuo sistema di valori e quindi sia fortemente identitaria. Questo è storytelling.

Settimo. I valori non devono cambiare, le battaglie sì.

La comunicazione progressista è piena di riferimenti a fatti che spesso non hanno più ancoraggi con l’esperienza e il sentire dei cittadini. Certo sono fatti, storie, eroi con un forte valore simbolico e rappresentativo di un sistema di valori. Ma occorrono nuovi eroi e nuove battaglie capaci di attualizzare e rendere vivi i valori di sempre.

Ottavo. Parlare alla pancia non è banalizzare.

La comunicazione politica progressista troppo spesso parla ai cervelli e non alle pance. E’ il tema, annoso e dibattuto, che vede due modelli confrontarsi. Quello della complessità e quello della semplicità, Per parlare ai cervelli occorre un linguaggio e un messaggio analitico, causa effetto, circostanziato e preciso. Ma così parli ad un target limitato e comunque non allarghi di un millimetro il tuo perimetro. Se semplifichi il messaggio, lo rendi più immediato, usi metafore insomma lo rendi più consumabile, in realtà non avrai necessariamente banalizzato il senso delle tue parole ma le avrai rese semplicemente più efficaci.

Nono. La dialettica deve portare sempre ad una sintesi.

Ogni schieramento ha al suo interno scontri, differenze, anche profonde, conflitti tra leader e visioni contrastanti. Tuttavia se questa ricchezza arriva alla pubblica opinione senza una precisa strategia comunicativa, ciò che emerge è frammentazione, caos e indecisione. La dialettica interna è sana e costruttiva ma è un animale che va domato e guidato.

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