Cosa intendiamo quando parliamo di micro e nano influencer? Si tratta di persone presenti a vario titolo sui principali canali social e dotati nel caso dei micro influencer di un seguito tra i 10.000 e i 100.000 follower, mentre i nano influencer hanno dai 1.000 ai 10.000 follower. 

Essi hanno dunque una portata limitata in termini numerici ma spesso risultano a livello locale più diretti, autentici e con tassi di coinvolgimento molto più elevati rispetto ai grandi influencer. I big influencer infatti sono divenuti delle vere e proprie star generaliste con seguiti spesso molto disomogenei.

I micro e nano inoltre hanno anche un ulteriore vantaggio rispetto ai big, costano poco e sono più avvicinabili dei loro colleghi più famosi e ambiti. Il tema del budget infatti, per quanto si dica che la comunicazione sui social costa poco, è in realtà spesso problematica nella pianificazione di una campagna elettorale. 

Vi sono strumenti, come le affissioni, gli spazi sui quotidiani locali e il materiale cartaceo che giocano ancora un ruolo importante, mentre la rete ha in qualche modo ridimensionato il peso strategico degli spot in tv, che però vanno fatti comunque, superati in termini di efficacia dalla produzione e diffusione via social di video di ogni tipo

Al netto di queste considerazioni la pianificazione dei costi di una campagna parte già con una fetta importante del budget destinata agli strumenti e ai canali tradizionali, lasciando uno spazio limitato alla comunicazione digitale. 

Mi accade spesso infatti di iniziare la pianificazione proprio dai canali digitali, raccogliendo evidenti segni di approvazione da parte dei candidati e del loro staff, salvo poi vedere il budget ridursi gradualmente per la necessità di incrementare la presenza sui canali tradizionali, che personalmente ritengo imprescindibili.

Anche per questo ho sviluppato, specialmente negli ultimi anni, l’abitudine di selezionare una serie di micro e nano influencer locali, poiché il loro rapporto diretto con gli elettori e il loro grande potenziale di coinvolgimento rappresenta un’ottima spalla all’investimento, necessariamente ridimensionato, sui canali digitali. 

L’impiego intelligente di queste tipologie di influencer inoltre si presta molto anche alla strutturazione di una rete di volontari attiva e coinvolta. In gioco infatti non entra solo la possibilità di amplificare il messaggio del candidato ma anche quella di coinvolgere e organizzare gruppi di sostenitori capaci da un lato di dare un contributo significativo sulla rete e dall’altro di attivarsi anche offline, svolgendo l’attività classica dei volontari ma generando anche un senso di appartenenza che, in assenza di organizzazioni partitiche ancora in grado di farlo, trovano nelle community online il luogo dove condividere passioni, temi, ideali e ambizioni.

Micro e nano influencer possono anche giocare un ruolo importante su singoli temi. Essi infatti talvolta creano la propria community attorno a temi specifici, come quelli ambientali, economici, culturali, intercettando così follower spesso politicamente trasversali, aprendo la possibilità di un dialogo, anche se indiretto, con elettori indecisi o non propensi al voto, una fascia che complessivamente rappresenta il “partito” di maggioranza relativa quasi ovunque. 

Ogni piccolo e medio influencer va dunque soppesato e capito, al fine di veicolare attraverso di lui il miglior messaggio rispetto al suo pubblico.

In poche parole, i micro e nano influencer nelle campagne locali hanno un’importanza strategica ed è buona prassi dedicare loro attenzione facendone un utilizzo equilibrato e sapiente, essi possono fare la differenza, proprio per la loro capacità di stare a cavallo tra comunità virtuali e reali. 

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